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04/07/2009 - Informazione/ Quei comunisti di riminipolitica...

Abbiamo avuto “l’onore” di essere citati dal quotidiano “La Voce di Romagna”, riguardo alla lettera pubblicata e commentata dal nostro direttore sulla questione del senso unico/doppio senso di marcia in viale Cervi a Bellaria. Il curioso è che La Voce definisce Riminipolitica.com come un organo d’informazione dichiaratamente “di sinistra”. In realtà, su questo organo d’informazione scrivono persone che votano e sostengono il centro sinistra, come il centrodestra. E, se c’è una cosa che contraddistingue il modo di porgere la notizia di Riminipolitica.com, è la voglia di essere molto chiari nel dire le cose. Punto. Poi, a volte, si può anche non riuscire nell’intento, nessuno lo nega.

In questo caso, la definizione de La Voce dà un primo significativo segnale sulle capacità di discernimento di questo giornale. Il fatto che il nostro webmagazine sia piuttosto libero di testa, lo testimoniano gli articoli scritti fin qui. “Vitali non è la Serracchiani. Purtroppo” (10 giugno); “Se il pesce puzza dalla testa” (28 maggio); “Politici vecchi dentro, senza il senso del ridicolo” (12 maggio); “I politici riminesi sono orridi” (23 aprile); “Ambiente: salviamo la Colonia De Carlo (e magari anche la spiaggia)” (12 marzo).

Questi, sono solo alcuni dei pezzi che tirano calci negli stinchi (o almeno ci provano), sia a sinistra sia a destra e che sarebbe bene leggere, prima di dare giudizi sommari su Riminipolitica.com. Poi, gli articoli di analisi e prospettiva politica, battono spesso sul concetto di “Riforma condivisa della politica”, idea cara a molti politici dei due schieramenti e, molto più modestamente, anche a noi. E’ chiaro però che ai “nasifini” de La Voce questo odora chiaramente di zolfo comunista. Ottimo.

Per il resto, alla Voce farebbero bene ad analizzare le proprie strategie. Hanno sostenuto allo spasimo Marco Lombardi nella corsa alla presidenza della Provincia contro un candidato, Stefano Vitali, sul quale anche Riminipolitica.com aveva forti dubbi. Il risultato di una serie di attacchi all’arma bianca è stato questo: Lombardi, nel ballottaggio finale, ha perso di 7mila voti da Vitali. Un’enormità, visto come era andato il primo turno. E certo la colpa non è dell’Udc che può aver “pesato” (ma solo in linea puramente teorica) per 3mila preferenze, visti i dati del primo turno (magari, poi, qualcuno del Centrosinistra ci spiegherà l’utilità di questo apparentamento). Insomma, qual è la reale incidenza della Voce sulla realtà riminese?



02/07/2009 - Umorismo/ Anche i Cassonettari sono preoccupati

A proposito di libertà d'espressione e di circolazione...



02/07/2009 - Politica locale/ A Bellaria come in Iran?

Da un lettore di Riminipolitica.com, riceviamo una lettera in tema di libertà d'espressione. Al di là dello specifico (senso di marcia unico con pista ciclabile o doppio senso di marcia in una strada della Cagnona a Bellaria), il lettore mette in evidenza il fatto che in quel Comune comincia a respirarsi un'aria di strana intolleranza verso chi non ha le stesse idee del centrodestra.

Ho degli amici in quella zona e ricordo perfettamente di aver visto appesi, per settimane e settimane, i manifesti abusivi contrari alla pista ciclabile. L'Amministrazione di centrosinistra non ha mai fatto niente per impedire che il pensiero di chi la pensava in quel modo venisse oscurato. Ancorchè espresso in forma impropria. Nessuno ha mai chiamato i vigili urbani. E' possibile che chi governa ora quella città pensi che non ci sia diritto d'esprimere opinioni diverse? (nella foto: una cittadina di Bellaria, pro pista ciclabile, esprime il suo dissenso nell'unica maniera che le è consentita: a bocca chiusa).

Flavio Semprini

 

"Mercoledì primo luglio, verso le 22, alcuni cittadini di Bellaria Igea Marina residenti alla Cagnona, si sono riuniti per manifestare pacificamente la loro opinione sulla questione della viabilità in via Cervi. Questi cittadini, macchiandosi del terribile crimine di “volantinaggio abusivo”, hanno distribuito e appeso alcuni volantini in difesa del senso unico e della pista ciclabile. Il volantinaggio abusivo è sempre stato tollerato, tant’è che spesso noi tutti vediamo simpatici foglietti con scritte tipo: “Andrea e Giulia sposi” o “Mini circo spettacolo ore 21” o “Inaugurazione Parco Pironi con musica…”. In tali casi i volantini rimangono appesi per settimane. Il contenuto del volantino in questione però deve aver dato parecchio fastidio a qualcuno, perché, in men che non si dica, alcuni “attivisti” del doppio senso di circolazione (che hanno, giustamente e democraticamente, sempre avuto la massima libertà di espressione, senza che a nessuno fosse mai venuto in mente di limitarli in qualche modo), sono venuti a controllare la situazione, molto molto seccati in verità (fra questi il consigliere comunale Simone Vorazzo) e dopo pochissimi minuti, incredibile a dirsi… ecco arrivare la pattuglia dei Vigili Urbani. Insomma, alla fine, dopo neanche un’ora, i volantini erano stati strappati. Se sui volantini ci fosse stato scritto "Andrea Giulia sposi" o "Minicirco spettacolo ore21" o "Inaugurazione parco Pironi con spettacolo e musica" nessuno avrebbe chiamato i vigili e nessuno li avrebbe strappati. La cosa è più grave di quello che può sembrare: non si può esprimere più democraticamente la propria opinione se dà fastidio a qualcuno? Il quartiere è in ostaggio? E' proprietà privata? E' questo il "cambiamento"?"

c.s.



23/06/2009 - Umorismo/ I tre quesiti referenadari, il quorum e i cassonettari

A proposito dei quesiti proposti dai tre referendum del 21 e 22 giugno...






16/06/2009 - Politici riminesi/ Quando il bue dà del cornuto all'asino

Il bue che dà del cornuto all’asino. Il bue è Sergio Pizzolante. Il fenomenale onorevole del PdL parte all’attacco della “casta” dei politici riminesi sulla stampa locale dicendo che “Il Pd costa troppo ai cittadini”, “troppo alti sono gli oneri d’urbanizzazione”, “Hera è un mostro” e c’è il “monopolio delle cooperative rosse nella grande distribuzione” e i cittadini riminesi, per questo scempio, “hanno avuto in cambio una viabilità da ingorgo metropolitano”.

Peccato che dell’attuale situazione riminese lo stesso Pizzolante, nonostante la relativamente giovane età, sia uno dei protagonisti storici: da più di vent’anni sempre dentro la “casta”, ben inserito. Prima come segretario della Uil, il sindacato socialista; poi come piccolo maggiorente del Psi craxiano; poi riciclato, come tanti, in Forza Italia ora Pdl. Uno del quale la gente comune potrebbe chiedere: “ma questo qui, che mestiere fa, a parte il politico?”.

Oggi Pizzolante cerca di spingere il proprio candidato, Marco Lombardi, alla presidenza della Provincia. Prima si vanta di aver salvato la “notte” della Riviera facendo decadere il decreto che impone di non somministrare alcolici dopo una certa ora, ma non fa i conti con “suor” Carlo Giovanardi, suo ineffabile compagno di partito, che blocca tutto. Poi accusa la viabilità riminese (certamente pessima), ma non dice una parola sui mancati investimenti del governo Berlusconi sulle strade statali locali. Né apre bocca sugli incarichi degli uomini del Pdl nei consigli d’amministrazione delle società partecipate dal pubblico. Né sulle consulenze. E via così.

Insomma, Pizzolante è il solito politico di non eccelsa statura, che “fa legna” in provincia. E che trova una giustificazione alla propria esistenza politica proprio perché è inserito ben dentro la “casta” di cui, ovviamente, parla male. Il bue, appunto, che dà del cornuto all’asino. Ma le storielle con gli animali è meglio lasciarle ai bambini. Nella foto: Pizzolante (a sinistra) e Melucci (a destra), comodamente seduti su una poltrona pubblica, guardano sereni verso il futuro. Il loro.

Antonio Cannini

15/06/2009 - Politica & Amministrazione/ Se la Regione Lombardia gioca a nascondino col Tesoro

L’articolo precedente su “affari e politica“ è ancora caldo di inchiostro ed già ha un seguito. Ha per oggetto le irregolarità riscontrate dagli ispettori del ministero del Tesoro negli appalti per la ristrutturazione dell’ospedale Niguarda di Milano per un complesso di interventi con una spesa di un miliardo di euro. Le ispezioni potevano poi essere estese ad altre operazioni su altri ospedali di altre citta della Lombardia ma è giunta una pronta risposta proprio dai vertici della Regione che, con una sua circolare, invita le direzioni degli ospedali a deviare gli ispettori all’avvocatura regionale, in quanto le ispezioni a carattere amministrativo vengono ritenute di competenza regionale in quanto la materia competente alla sola Regione.

Abbiamo detto e lo ripetiamo che non ci interessano tanto gli aspetti scandalistici ma gli insegnamenti che dall’avvenimento si possono ricavare. Anche questa volta impariamo qualcosa: la Regione Lombardia si preoccupa di bloccare subito gli ispettori e dice di non rispondere ai funzionari dello Stato. Noi notiamo due cose: una, che l’attenzione si sposta dalle irregolarità e la questione di sostanza (il controllo, il riscontro e la correzione di eventuali storture) passa in secondo piano. L’altra riguarda i rapporti tra Stato e Regioni. E ci chiediamo che sarà domani con il federalismo se già oggi ci sono conflitti di questa sorta.

Sappiamo cosa ci direbbero i convinti federalisti: ci direbbero che questo accade proprio perché il federalismo non c’è. Non li sfiorerebbe nemmeno il dubbio dell’interrogativo.Ma se anche fosse, se i politici regionali lombardi avessero utilizzato l’amministrazione pubblica per interessi privati, dovremmo pensare che nessuno può intervenire al di sopra di loro? Anche a questo c’è sempre una possibile risposta pront: “C’è sempre la magistratura che può controllare”.Già, ma questa può intervenire in una piccola percentuale di irregolarità, solo dove ricorra una ipotesi di reato. Lo Stato, il Tesoro, così importanti perché hanno una visione complessiva della spesa e la responsabilità davanti al Paese sarebbero tagliati fuori.

Anche noi siamo convinti che ci siano forme di decentramento da incrementare, per gestire meglio l’amministrazione pubblica, ma allo stesso tempo temiamo che i modi oggi proposti siano ideologici e che risentano troppo del conflitto centro/periferia, e della voglia di disgregare lo Stato. Crediamo di non dire eresie e di non essere i soli a temere che i difetti di una politica ancora oggi pesantemente clientelare e sprecona possano diventare più pericolosi dopo una moltiplicazione dei poteri. Noi, in particolare, siamo convinti che anche le riforme migliori possano calare molto di valore se non accompagnate, ed ancora meglio precedute, da una riforma della politica o, meglio,dall’inizio di un lungo lavoro di riforma della politica.

Crediamo che a poco serva sbandierare il concetto che chi tassa diventa responsabile davanti ai cittadini e quindi agisce più responsabilmente, perché di esempi contrari nel nostro Paese ne sono pieni i fossi.

Steve

11/06/2009 - Amministrazione pubblica/ Appalti e consulenze, quando vince la ditta "Culo&Camicia"

Il titolo scoppiettante è la sola concessione che facciamo allo spettacolo perché intendiamo utilizzare l’episodio per mostrare uno scorcio sulla formazione e sulla gestione del potere politico. Al fine di non incorrerete nello scandalismo eviteremo di riportare le denominazioni esatte delle società coinvolte perché non serve al nostro ragionamento e perché ci basta dire che sono tre società significative dell’una e dell’altra sponda politica ed anche della parte pubblica. Il fatto ha luogo al nord, a Milano, si riferisce alla riqualificazione dell’ospedale NIGUARDA, dura un decennio e comporta oltre un miliardo di euro di spesa. Gli ispettori del ministero del tesoro hanno indagato per 10 mesi fino al febbraio scorso ed hanno consegnato un rapporto di 400 pagine alla direzione della sanità lombarda dove viene rilevato che:

1) gli appalti sono stati affidati in modo da procurare un danno grave alla pubblica amministrazione

2) diverse consulenze sono irregolari o sono state pagate troppo

3) figurano compensi irregolari a società della regione Lombardia stessa.

Facciamo molta attenzione: al momento gli organi di un’amministrazione, gli ispettori del tesoro, segnalano ad un’altra amministrazione, la sanità lombarda, i fatti relativi al Niguarda così come essi li hanno rilevati. Al momento non ci sono né magistrati al lavoro, né avvisi di garanzia e quindi ipotesi di reato e quindi non c’è scandalo e non ci sono corrotti ed a noi interessano gli aspetti politici della questione. Gli ispettori indicano le società coinvolte e queste sono vicine o espressione della dirigenza politica regionale nel suo complesso, allo stesso modo è elementare chiedersi quale sia il rapporto coi consulenti, indicati come irregolari o sovra pagati.

E’ altrettanto logico fare un paragone, ancora una volta tutto sul piano politico, con tanti luoghi d’Italia ove il potere si è retto anche con la rete costruita a mezzo della distribuzione, mirata, degli affari pubblici. Se nei tempi addietro si facevano voti e potere con pasta e scarpe a Napoli e nel resto del Paese con i posti nelle ferrovie, alle poste o con le pensioni di invalidità anticipate, oggi consulenze ed appalti sono strumenti moderni per assicurarsi i favori dei ceti influenti di città e province. E con un po’ di accortezza si può fare questo rimanendo nella legalità e conservando la facoltà di denunciare per calunnia chiunque si azzardi a fare accuse oltre misura.

C’interessa anche un secondo aspetto. E per evidenziare bene il problema riuniamo tre personaggi di rilievo della politica italiana: Craxi, Berlusconi e Di Pietro.Tutti e tre in modi e situazioni diverse, riferendosi al sistema delle vecchie tangenti, hanno affermato che la cosa era “ambientale”, cioè largamente praticata e che più o meno tutti sapevano. Ora, se il caso Niguarda è veramente un “caso”, lo è solo nell’immaginazione degli ispettori del tesoro o l’ambiente politico milanese sapeva o immaginava? Non è cosa oziosa porsi quest’interrogativo per il semplice motivo che c’è una differenza profonda tra l’irregolarità ed il reato nascosti, e l’irregolarità diffusa, risaputa e accettata.

Noi “sappiamo” che quest’ultima è la categoria che provoca più danni, quella che distorce la politica. Un’ultima considerazione al riguardo della corruzione e del modo di contrastarla.Al riguardo la magistratura ha senz’altro un ruolo importante, ma è da tenere sempre presente che il suo intervento riguarda solo i casi in cui si configuri un reato, quindi di una parte molto piccola dei fatti di cattiva politica (nel caso del Niguarda, anche stando le cose così come descritte dagli ispettori, potrebbe non esserci alcuna violazione di legge e, quindi, nessun reato) e perciò sbaglia di grosso chi vuole affidare alla legge il compito di cambiare le cose in questo Paese.

Ed allora? Allora mi risuona in mente una frase che ripete spesso un mio amico.“Chi vuole vedere trionfare i propri interessi deve essere pronto a difenderli, e chi altro se no?”.

Steve

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