22/03/2010 - Letteratura/ L'antologia di Scalise: la poesia é pensiero
Lode all’editore Sossella che con Opera-opera manda in libreria una
bella ed esauriente antologia dell’opera di Gregorio Scalise, uno dei grandi
poeti italiani del nostro tempo. Autore di uno dei libri fondamentali della
poesia italiana degli anni ‘80 e cioè La resistenza dell’aria, uscito nello
Specchio Mondadori, negli ultimi anni Scalise ha pubblicato solo con piccoli
editori, rendendo più difficile recuperare i suoi testi. La sua ispirazione,
nel frattempo, non è stata ferma, ovviamente. Dal furore grammaticalmente organizzato
del libro sopraccitato, Scalise è arrivato a un taglio sempre più definitivo
e filosofico, organizzando i suoi versi in una prospettiva di angosciante compostezza.
Se la poesia è canto, quella di Scalise è anche e soprattutto pensiero, fino
a raggiungere l’abbacinante compiutezza dell’aforisma. Il poemetto I segni,
probabilmente il capolavoro dell’autore è, ancora una volta, il vertice emotivo
del libro. Non c’è una riga, una parola, in questo testo, che non ci colpisca
con la forza di un maglio.
Con il suo andamento sonnambulico, ieratico, con la sua precisione,
la sua esattezza, I segni illumina uno squarcio di futuro, oggi come al tempo
della sua pubblicazione e, nella giostra dei suoi versi, butta lì alcune spaventose
banalità che ci piacerebbe dimenticare: “Per paura del pericolo / si diventa
ubbidienti”. Ma è ingiusto soffermarsi soltanto su quello che è il testo
più celebrato del poeta. Ci sono altre pagine bellissime in questa antologia
(Autunno, tutti i brani tratti da Danny Rose dell’89, la sequenza Gioco piramidale
dalla sezione di testi inediti che chiude il volume), per esempio la nota iniziale
nella quale è Scalise stesso a presentarsi e a raccontarci un po’ della sua
vita. Intelligenza irradiante, mobilissima e vagamente tignosa mescolata a un
senso della misura e obiettività che lo tiene al riparo da scorciatoie facili
(ironia e autoironia che vanno di moda anche in poesia) sono la cifra di questo
libro che, purtroppo, e a dispetto dello stesso Sossella e altri lungimiranti
editori, dimostra che la poesia è una sorta di UFO editoriale. Una specie di
fiore all'occhiello e niente più.
Perchè di un autore come Scalise non è possibile fruire anche delle
singole raccolte? Un po' come se nei negozi di dischi fossero disponibili solo
greatest hits dei Rolling Stones e non, mettiamo, Beggars banquet. In
effetti, la ristampa di un libro di poesia è evento nè unico, nè raro. Non succede.
Fabio Orrico
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