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Da un po' di tempo questa città la capiamo sempre di meno. Ad esempio, negli ultimi tempi, sembra aver realizzato una particolare (e preoccupante) "affinità" con i rifiuti. specie quelli organici e umani.
Dopo il problema "fogne" esploso, con evidente imbarazzo, durante la stagione estiva, è chiaro ormai che i riminesi (a due zampe) sono degli incontinenti. Diversamente non si spiegherebbe il terrificante odore di urina (pipì per dirla schietta) che ormai ammorba parecchie vie del centro.
Ai "tradizionali" vespasiani a cielo aperto dietro il comune (loggiato, vicolo Beccari, Piazzetta S.Martino ecc.), negli ultimi mesi, si sono aggiunte altre vie, un tempo, immuni. Il sabato e la domenica mattina specialmente, passare per via Isotta, via Sigismondo, via Bertola, vuol dire voler mettere alla prova (duramente) il proprio naso e il proprio stomaco.
Non più dei rivoletti, ma dei bei torrentelli di pipì attraversano la sede stradale partendo dai muri in cui i nostri concittadini scaricano le viscere. L'odore, terrificante, viene di conseguenza. Ormai a Rimini gli unici tenuti al decoro sono i cani (e i loro padroni).
Nei parchi, sulle spiagge è vietato loro l'accesso e i (pochi) luoghi riservati ai quadrupedi sono sorvegliatissimi. Niente di tutto questo invece per i ben più particolari e numerosi mammiferi a due zampe che la fanno dove vogliono. Veramente edificante: la capitale del turismo (sedicente) non finisce di stupire anche noi suoi abitatori di sempre. (Nella foto: la città di Rimini finirà così?)
Eb.
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