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Economia/ Parigi brucia? Occhio alle banche francesi

tourEiffelDomani pomeriggio al Bundestag tedesco si saprà con buona probabilità come finirà l’euro. Se il Parlamento federale bocciasse la proposta del Governo Merkel per l’aumento della dotazione (a € 440 miliardi) del Fondo “Salva Stati”, per la moneta unica sarebbe finita. Se la approvasse, com’è probabile, la situazione resterebbe stabile stante l’esiguità del fondo rispetto alle necessità stimate in 3mila miliardi di Euro. In attesa di capire chi, al mondo, pagherà l’immenso debito accumulato dall’Europa e dagli Stati Uniti.

In attesa di questa prima sentenza arriva nelle ultime ventiquattrore, incredibile a dirsi, un piccolo contentino per l’Italia. Dai rapporti “riservati” ma conosciuti da tutti (un po' come le “feste” di Berlusconi), emerge che le banche francesi sono, quasi tutte, tecnicamente fallite. Peggio delle nostre. Gran parte di esse sopravanzano nel rapporto (negativo) patrimonio/impegni persino il terribile e temibile duo italiano “Unicredit/Banca Intesa”.

Nero su bianco si scrive di “leve” attorno a 100 contro i 70 dei nostri pseudo colossi. Per i nostrani indebitati è una piccolissima soddisfazione all’insegna del “c’è chi sta peggio”. Conti alla mano, le banche dei nostri antipatici e spocchiosi cugini d’oltralpe stano peggio delle nostre, e se il “bonos” spagnolo è al momento considerato meno pericoloso del Btp Italiano, i giganti dai piedi d’argilla della finanza parigina sono messi come e peggio dei nostri. Come si dice: chi si contenta gode.

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