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Una
breve premessa. La situazione del come gestire l'inquinamento e il traffico
a Rimini è diventata talmente assurda e fuori da ogni logica che la redazione
ha deciso di chiamare "cronache marziane" tutte gli interventi che
saranno pubblicati su questo tema. Infatti, solo la trama di un film di fantascienza
potrebbe rendere plausibile quel che stanno dicendo sulla stampa locale diversi
amministratori locali. Cominciamo con una analisi di quanto sta succedendo.
La zona a traffico limitato nel centro storico di Rimini, a che serve?
Riminipolitica se lo chiedeva già con l'articolo del 28 settembre, provocatoriamente
intitolato "Il blocco antismog non serve a niente e a nessuno. Tranne che agli
Iper" che potete andarvi a rileggere nel nostro archivio. Per aiutarvi, ne riassumiamo
alcuni passi. Al tempo scrivevamo: "Il nuovo provvedimento che il Comune di
Rimini attuerà dal primo ottobre in materia di blocco del traffico, minaccia
di essere inutile per la salute dei cittadini e dannoso per le loro tasche.
L'amministrazione impone il blocco delle auto pre-euro… Dal 7 gennaio, blocco
totale il giovedì, giorno in cui neanche auto più recenti potranno circolare.
Si salvano le auto a metano… Roberto Biagini, assessore alla Polizia municipale,
promette rigore (e multe, tanto per cambiare…)".
Ma Biagini, bisogna riconoscerlo, è una colombella a cospetto della
troneggiante collega Paola Taddei. Questa, a tutta prima pagina del Resto del
Carlino del 4 gennaio tuona un "pagherete tutto"! che suona a definitiva ed
inappellabile condanna alla dannazione degli impuri che, con i loro ancor più
impuri veicoli hanno osato profanare l'occhio del dio (elettronico) che vigila
sul nostro benessere. Scrivevamo allora: "Serviranno queste misure? No. In primis,
perchè sono diversi anni che il blocco del traffico viene attuato a Rimini e,
dati alla mano, è capitato che nei giorni di blocco le polluzioni nocive aumentassero.
E allora perchè continuare ad insistere su una strada che non ha portato frutti?
Perchè adesso dovrebbero esserci dei risultati?".
L'articolo si concludeva così: "Insomma, l'impressione che si ha è di
una grande schizofrenica confusione che non aumenta la vivibilità della città
e scontenta tutti. Tutti tranne i due centri commerciali riminesi: Le Befane
e I Malatesta che, guarda caso, si trovano fuori dalla zona chiusa al traffico.
Sarà un regalo non voluto, ma è un bel regalo". La cronaca di questi giorni
con le polemiche fra gli assessori Biagini e Zonzini (area falchi) e il consigliere
Eugenio Pari (area colombe) dei Comunisti italiani, innescate dallo specifico
problema del vigile elettronico che "sigilla" il centro storico, divenuto ormai
inaccessibile, non fa altro che avvalorare le considerazioni che al tempo facevamo:
l''inquinamento non sta diminuendo (e ora c'è chi dice che la colpa è degli
altri Comuni, Riccione in primis) che non applicano il blocco del traffico
Il bello è che sono le stesse persone che fino a qualche settimana
fa dicevano che su Rimini si sarebbe avuto un benefico cono d'aria pulita grazie
alle limitazioni al traffico. In compenso, in questi primi mesi la zona a traffico
limitato ha funzionato così male a livello informativo, che alcune persone stanno
ricevendo multe risalenti a settembre ed ottobre e potrebbero vedersi recapitare
fino ad un'ottantina di verbali per infrazioni effettuate nel 2007. Risulta
difficile pensare che al comando dei vigili o presso l'azienda incaricata della
notifica delle multe, nessuno si sia accorto che alcune persone ricevevano una
multa al giorno sempre per lo stesso tipo di infrazione. E' questo il modo,
ci si chiede, di gestire i rapporti con i cittadini da parte di un'amministrazione?
Come facilmente avevamo preventivato, mentre le polluzioni nocive restano
tali; mentre gli ipermercati riminesi si godono anche questo (naturalmente casuale...)
vantaggio competitivo rispetto ai negozi del centro storico e le tasche dei
riminesi (o di chi nel centro storico di Rimini viene per lavoro) si stanno
svuotando, si riempiono le casse comunali e quelle dell'azienda che notifica
le multe. E questo sembra, in realtà, il fine ultimo (anzi unico) del provvedimento:
fare cassa. Ricordiamo sempre che multe scaturite dai verbali dei vigili urbani
vengono messe a bilancio preventivo dai Comuni. Ovvero, sono soldi che l'Amministrazione
spende prima ancora di averli realmente a disposizione. Vuoi mettere quanto
sia più difficile ritrovarseli in portafoglio dopo una corretta revisione della
farraginosa macchina comunale? Molto più facile sfilare danaro dalle tasche
di un singolo cittadino (un po' per uno...a caso...) che vedersela con gli inamovibili
dipendenti comunali e i loro sindacati. (nell'immagine, lo scontro fra due
alieni d'eccezione del cinema mondiale: Alien e Predator).
Davide Bianchini
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