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Doppio colpo per la Curia riminese. Dopo aver visto "piazzare" Elisa
Marchioni al Parlamento italiano, si prepara a veder salire Massimo Pasquinelli,
avvocato e fervente cattolico, aduso alle frequentazioni curiali, alla presidenza
della Fondazione Carim. La Fondazione è l'ente che possiede la Cassa di Risparmio
di Rimini. Una bella cassaforte dalla quale attingere per iniziative culturali,
sociali, educative in tutta la Provincia. L'elezione avverrà ai primi di aprile
e non sarà indolore. Soprattutto per Alfredo Aureli, attuale vicepresidente
e candidato "in pectore" alla presidenza.
Dopo Luciano Chicchi, tocca dunque ad un altro cattolico. Da chi sarà
eletto Pasquinelli? Dai 18 rappresentanti che siedono nel Consiglio Generale.
Nove di questi 18 sono eletti dall'assemblea dei soci, "persone di specchiata
probità", come pretende lo Statuto. Tra gli altri nove, quattro sono scelti
dal sindaco di Rimini, dal presidente della Provincia, dal presidente della
Camera di Commercio e dal vescovo. Un quinto componente viene designato dal
sindaco del Comune che, tra quelli di Riccione, Cattolica, Santarcangelo, Bellaria
e del rappresentante dei Comuni minori, sarà chiamato a tale nomina dal Presidente
della Fondazione. Altri tre sono designati dal presidente delle tre associazioni
fra Aia, Assindustria, Api, Artigiani, Commercianti, Agricoltori e Associazione
Meeting (?) chiamati dal esprimersi dal presidente della Fondazione. Il nono
rappresentante viene nominato dagli ordini professionali (architetti, avvocati,
commercialisti, ecc.).
Questi sono gli attuali componenti del Consiglio Generale: prof. Arrigo
Albini, Dott. Giovanni Benaglia, Dott. Leonardo Cagnoli, Dott. Guido Campana,
P.a. Carlo Carli, Sig. Alduino Di Angelo, Geom. Giorgio Forlani, Avv. Matteo
Guaitoli, Dott. Vincenzo Leardini, Dott. Mauro Plescia, Avv. Gianandrea Polazzi,
Rag. Giovanni Protti, Prof. Rinaldo Ripa, Dott. Paolo Salvetti, Dott. Luciano
Savioli, Geom. Renzo Ticchi, Dott. Alfonso Vasini, Sig. Alvaro Zavaglia.
C'è dentro tutto l'arco del potere economico/politico/sociale tradizionale.
Per questo fa specie sapere fin d'ora che un uomo di punta dell'imprenditoria
riminese venga scavalcato da altri. Non che la scelta di Massimo Pasquinelli
sia ingiustificabile, però il processo attraverso il quale è avvenuta, pur rispettando
le regole dello statuto della Fondazione, fa capire come questo santuario del
potere economico/sociale, in un momento economico difficile per la città e il
Paese tutto, dove si cerca il cambiamento per risollevare una situazione complessiva
critica, scelga un uomo legato, diciamo così, "alla tradizione", piuttosto che
all'impresa. In effetti, fra i due, quello che sembra poter incarnare un po'
di più il cambiamento, lo "scatto in avanti", la spinta a risollevarsi, sembra
Aureli e non Pasquinelli. Ad Aureli è stato chiesto di ritirare la candidatura,
per non creare imbarazzo e rivelare così una spaccatura evidente fra cattolici
e conservatori da una parte e mondo imprenditoriale dall'altra. E' la riprova
che c'è un potere che non tramonta mai e che non sta nè nei partiti nè nelle
istituzioni della città.
Antonio Cannini
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