Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il
bue che dà del cornuto all'asino. Il bue è Sergio Pizzolante. Il fenomenale
onorevole del PdL parte all'attacco della "casta" dei politici riminesi sulla
stampa locale dicendo che "Il Pd costa troppo ai cittadini", "troppo alti sono
gli oneri d'urbanizzazione", "Hera è un mostro" e c'è il "monopolio delle cooperative
rosse nella grande distribuzione" e i cittadini riminesi, per questo scempio,
"hanno avuto in cambio una viabilità da ingorgo metropolitano".
Peccato che dell'attuale situazione riminese lo stesso Pizzolante, nonostante
la relativamente giovane età, sia uno dei protagonisti storici: da più di vent'anni
sempre dentro la "casta", ben inserito. Prima come segretario della Uil, il
sindacato socialista; poi come piccolo maggiorente del Psi craxiano; poi riciclato,
come tanti, in Forza Italia ora Pdl. Uno del quale la gente comune potrebbe
chiedere: "ma questo qui, che mestiere fa, a parte il politico?".
Oggi Pizzolante cerca di spingere il proprio candidato, Marco Lombardi,
alla presidenza della Provincia. Prima si vanta di aver salvato la "notte" della
Riviera facendo decadere il decreto che impone di non somministrare alcolici
dopo una certa ora, ma non fa i conti con "suor" Carlo Giovanardi, suo ineffabile
compagno di partito, che blocca tutto. Poi accusa la viabilità riminese (certamente
pessima), ma non dice una parola sui mancati investimenti del governo Berlusconi
sulle strade statali locali. Nè apre bocca sugli incarichi degli uomini del
Pdl nei consigli d'amministrazione delle società partecipate dal pubblico. Nè
sulle consulenze. E via così.
Insomma, Pizzolante è il solito politico di non eccelsa statura, che
"fa legna" in provincia. E che trova una giustificazione alla propria esistenza
politica proprio perchè è inserito ben dentro la "casta" di cui, ovviamente,
parla male. Il bue, appunto, che dà del cornuto all'asino. Ma le storielle con
gli animali è meglio lasciarle ai bambini. Nella foto: Pizzolante (a sinistra)
e Melucci (a destra), comodamente seduti su una poltrona pubblica, guardano
sereni verso il futuro. Il loro.
Antonio Cannini
Puoi leggere i nostri articoli anche
su "La Rimini che vogliamo"