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Quello che sembrava impossibile appena una settimana fa (ma il nostro
Cancelliere lo aveva previsto...) si sta verificando. Gheddafi ha praticamente
riconquistato tutte le zone ribelli e già da stamattina la roccaforte
dei suoi oppositori, Bengasi, inizia ad essere attaccata. Come il "nostro" aveva
previsto, al di là delle dichiarazioni di principio, nessuno è
concretamente intervenuto. Visto come stanno andando le cose, abbiamo raggiunto
il "Cancelliere", cercando di capire a questo punto quale sarà l'evoluzione
dei prossimi giorni.
Allora aveva visto giusto, effettivamente nessuno è intervenuto,
come mai? La risposta era già contenuta nell'intervista del 4 marzo:
Gheddafi gode di importanti appoggi fra cui, decisivo, quello israeliano, che
di fatto ha bloccato gli unici che avrebbero la forza militare per intervenire,
e cioè gli americani. Evitato questo pericolo. è stato per lui
facile, disponendo di forze adeguate, schiacciare la ribellione.
Tuttavia solo pochi giorni fa, non sembrava così facile per il rais...
Questo dipende dalle particolari condizioni del terreno e dalla libertà
di comunicazioni garantita alle truppe lealiste dal sofisticato sistema di comunicazione
a sua disposizione, mentre i ribelli, oltre ad essere poco armati, non hanno
adeguati mezzi di comunicazione.
Perchè Israele sostiene Gheddafi? Trent'anni fa, un vecchio comandante
dei servizi segreti israeliani, disse che Gheddafi "se non ci fosse stato, si
sarebbe dovuto inventarlo". In effetti i vari leader arabi, ad esempio Mubarak,
sono sempre stati la miglior garanzia per Israele, e quindi la loro sopravvivenza
è essenziale per lo stato ebraico. Questi personaggi garantiscono, sotto
una vernice di antisionismo, il controllo ferreo dei vari popoli in modo che
le espressioni antiebraiche rimangano solo slogan e propaganda senza mai sfociare
in azioni come avveniva fino agli anni '70.
Curioso! Non tanto. Ad esempio: le notizie dell'appoggio israeliano
a Gheddafi, appaiono sulla stampa di Tel Aviv già da parecchi giorni,
senza nessuna smentita. Va detto che i due Stati europei che più hanno
spinto contro Gheddafi (Francia e Inghilterra), sono anche quelli più
ostili a Israele che quindi ne vede con grande favore l'umiliazione con la vittoria
di Gheddafi. Non dimentichiamo che solo due o tre giorni fa, la Francia ha riconosciuto
come "interlocutore politico" quel Consiglio Nazionale di Bengasi che fra poche
ore sarà spazzato via. Tutto ciò per Israele è una grande
vittoria.
E l'Italia? L'Italia è in una posizione curiosa. Berlusconi e
tutti i suoi gruppi di informazione, hanno sempre tifato per il rais, di cui
il presidente del Consiglio è, in senso lato, socio in affari e amico.
Tuttavia l'Italia, in piccola misura, almeno a parole, ha dovuto seguire l'impostazione
europea, prevalentemente contraria al leader libico. E' vero però che
è sempre riuscita "a frenare" quel tanto che è bastato alle truppe
del Colonnello per riconquistare la vittoria sul campo.
C'è una lezione che si può trarre da questi eventi? La
prima e più importante è l'assoluta impotenza dell'Europa sia
come soggetto politico sia come soggetto militare. La seconda è che gli
Stati Uniti non interverranno mai, anche contro i personaggi considerati più
impresentabili, se questi avranno l'appoggio di Israele. Questo è forse
l'insegnamento che tutti i vari regimi terranno ben a mente. Vi è poi
un terzo elemento di riflessione.
Quale? Mi riferisco al problema enorme, e da affrontarsi specificatamente,
rappresentato dal fatto che nel mondo operano grossi eserciti mercenari che
sfuggono ormai a ogni controllo. Se la stampa israeliana ha dato conto dell'intervento
a fianco di Gheddafi della ormai nota Global SCT, vi sono nel mondo almeno altre
due o tre grandi organizzazioni in grado di reclutare, armare ,addestrare grossi
eserciti mercenari. Questo è un problema che nei prossimi anni turberà
i sonni di molti governi mondiali.
La redazione
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