Economia locale/ La Carim presto saluterà Rimini
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Creato Domenica, 12 Giugno 2011 17:10
Che per Rimini non fosse un buon periodo lo si sapeva, ma oggi, se non bastasse, è arrivata la “sentenza” di Mediobanca su Carim. Riportata sia pure in maniera cautelosissima (come si conviene...) sulla stampa locale, essa è comunque impietosa. L’entità della ricapitalizzazione richiesta è tale da escludere a priori che la banca possa rimanere in mani riminesi. A meno di voler pensare a un pazzo, o un gruppo di pazzi, disposti a mettere sul piatto quasi un paio di centinaia di milioni di euro, per lasciare poi gloriosamente la gestione alla Fondazione (Pasquinelli&Co,).
Trattandosi poi di una consulenza pilotata da Mediobanca, è ovvio (e lo era fin dall’inizio) che i riminesi possono già cominciare a fare “bye-bye” al “loro” istituto di credito. Non lo rivedranno più se non sotto forma di un po’ di sportelli che, sicuramente, continueranno a tenere aperti nel territorio. Ma la “testa” e gli utili voleranno sicuramente altrove. Quindi la nostra “miracolosa” città (miracolosa alla rovescio), dopo aver distrutto con gli Iper il proprio tessuto commerciale e investito i prossimi trent’anni di debiti in un faraonico Palacongressi dal dubbio esito, vede “partire” la banca che, nel bene o nel male ne aveva regolato – prima degli ultimi, disastrosi anni - la crescita e lo sviluppo.
Forse era destino che, finiti questi, dovesse finire anche l’istituto che ne era stato, almeno in parte, il motore. Ma la cosa peggiore è che in questi anni sembra che la nostra città abbia smesso di produrre “uomini” (e quei pochi che vi sono se ne stanno accuratamente lontani da certi ambiti). Questa è la perdita, la più grave, alla quale non potremo porre rimedio. Mediobanca o no. (nella foto: un risparmiatore riminese guarda nel suo conto corrente Carim).
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