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Come avevamo previsto, l’effetto della “manovra” della scorsa settimana è stato pari a zero. Purtroppo (e sottolineiamo: purtroppo), soggetti assolutamente scafati come sono i protagonisti della grande speculazione finanziaria, non potevano non accorgersi di quello che era abbastanza evidente. E cioè che l’importo delle nuove tasse e dei vari “tagli” imposti agli italiani, sarebbero bastati a malapena a coprire gli interessi sul maggior costo che il debito pubblico italiano è costretto a pagare per finanziare uno stato al quale nessuno più crede. In poche parole, si è verificata la previsione fatta dal nostro “Cancelliere” e di cui avevamo dato atto alla fine dell’articolo del 15 luglio intitolato: “Prima, seconda e terza classe”.Puoi leggere i nostri articoli anche
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