27/12/2009 - Il Cancelliere/ "In Italia ripresa impossibile perchè i soldi vanno sempre ai soliti noti"
Siamo
riusciti ad ottenere dal Cancelliere, dopo un po’ di tempo, qualche altra riflessione,
di quelle che tanto interessano i nostri lettori, un po’ per la loro profondità,
un po’ per quella singolare “nonchalance” che contraddistingue il nostro personaggio,
anche quando parla delle cose più serie.
Cancelliere, alla fine dell’estate aveva previsto un autunno durissimo.
Complimenti, ma forse non era così difficile. Ora si ricomincia a parlare di
“ripresa sicura”. Che ne pensa?
Male, grazie...
Ah! Sempre secco Lei! Vuole spiegarci?
Male perchè gli elementi di fondo sono gli stessi, mentre si modificano
le variabili. Rinsaldate (un pochino... un pochino solo... badi bene) le Istituzioni
finanziarie, stanno sparendo in Europa, ed Italia in particolare, in vari settori
produttivi, e con essi l’occupazione connessa. Si tratta di perdite irreversibili,
mai più recuperabili, che avverranno nel 2010/2011, dando il senso a questo
biennio, ben al di là di qualche più zero virgola qualcosa del PIL, su cui si
farà molto strepito, con pochissimo senso.
Bene...diciamo così, è possibile fare qualcosa?
In Europa qualcosa sì. Non troppo. In Italia no.
Lo immaginavamo. Perchè?
Fondamentalmente perchè le risorse effettive sono dirottate (e lo sono state
ininterrottamente per anni e anni), sul sostegno alle poche ma potentissime
realtà monopolistiche private e, a volte, pubbliche o semi-pubbliche. Tutto
il prelievo fiscale è volto e proteso a questo scopo, oggi con un’efficacia
notevole, se si pensa all’entità del gettito ed al sistema “manu militari” con
cui viene ottenuto. Equitalia Spa, al di là della profonda, involontaria, ironia
di questo nome, le dice qualcosa?
Sì, qualcosa mi dice, mi dice...
Tuttavia, per gli altri, che non siano cioè quelle poche grandi realtà economiche
con all’attivo monopoli o quasi-monopoli di cui dicevamo, non resta nulla, salvo
ovviamente pagare o sparire. Ebbene, oggi è arrivato il momento della (dolorosa)
dipartita.
Sarà, ma arriverà un momento in cui questo sistema, che tutti o quasi riconoscono
assurdo, dovrà essere modificato.
Anche questa Sua conclusione è un errore; vorrei citarle due affermazioni,
perfette, fatte da uno dei pochi grandi storici dell’economia: Chris Wickham.
Nel suo saggio più recente ricorda due cose: la prima, i regimi fiscali palesemente
ingiusti possono benissimo sopravvivere per periodi lunghissimi, e poi è sufficiente,
per ottenere questo risultato: “consolidare tra gli esclusi e i danneggiati
l’illusione che essi traggono benefici dall’attuale sistema... (sociale e fiscale)
e, non ci crederà, cita quali esempi gli Stati Uniti, la Russia attuale e...
l’Italia.
Sempre meglio! Le vorrei chiedere una cosa, al di là delle sue purtroppo
azzeccatissime previsioni sul generale. Può dirci qualcosa sulla nostra realtà?
Volentieri; domani, o al massimo fra qualche giorno.
E’ un impegno?
E’ un impegno.
A proposito, Cancelliere, come faceva a sapere il 30 luglio 2009 (!) - c’è
il suo articolo nel nostro archivio, a disposizione dei lettori - che il Dubai
sarebbe “saltato”?
Non glielo dico.
Antonio Cannini
(nella foto: un contribuente italiano convinto che il sistema fiscale nazionale
sia il migliore possibile)
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