28/12/2009 - Il Cancelliere/ "Ecco perchè i riminesi dovranno coprire coi loro soldi il buco del palacongressi"
Caro Cancelliere, pochi giorni fa ci aveva promesso qualche riflessione
più specifica sulla realtà riminese. Vuol mantenere la promessa?
Proviamo. Direi che tra i tanti argomenti, quello che terrà banco nei prossimi
giorni sarà come e perchè siano state gettate tante risorse nel Palacongressi.
i cui costi (d’investimento e gestione) sono chiaramente fuori controllo.
Lei parla del “sancta sanctorum”. Quello di cui (fino a poco tempo fa...)
non si poteva dir nulla?
Esatto. Devo dire che sono rimasto colpito negli ultimi giorni, al di là
del fatto che qualcosa di più preciso sta cominciando a filtrare, da due coincidenze.
La prima: io non ho mai avuto molta stima delle capacità matematiche dei giornalisti
in generale, e di quelli riminesi in particolare. Tuttavia, mi ha colpito l’11
dicembre sul Resto del Carlino, un articolo a firma “M. Gra” (verosimilmente
Mario Gradara, ndr) dove il giornalista, commentando le affermazioni trionfalistiche
di Attilio Gardini sul sistema congressuale riminese, fa un semplice ragionamento:
poichè l’“Osservatorio” di Gardini (pagato da Convention Bureau!) cita cifre
da capogiro (in aumento, a fronte di tutte le altre realtà nazionali in calo...)
mentre dall’altro lato i dati aggregati sulle presenze annue registrano un calo
di oltre il 20%, vuol dire che il crollo è da attribuirsi tutto al settore fieristico.
Quindi, nell’articolo, il buon “M. Gra”, si chiede: “Possibile?”. Proprio così!
Bravo “M. Gra”!! Possibile? No, infatti, non è possibile. In realtà, questo
piccolo esempio dimostra che l’uso disinvolto delle cifre e lo scarso rispetto
per la matematica ed il buon senso porterà a questi risultati.
Chiaro...
Il bello è che, e questa è la seconda coincidenza, nella stessa pagina
sotto il titolo che più o meno prendeva gloriosamente il volo così: “L’astronave
decollerà ad aprile...”, il presidente della Fiera/Palacongressi dice: “...
Sarò leale (!!!)... vicini all’inaugurazione scopriamo qualche problema di iniziale
timidezza (!!!) nei costi di gestione. Ma restano perfettamente ammissibili”.
Esilarante; se non fosse che, di solito, queste affermazioni preludono alle
catastrofi. Il massimo dell’umorismo è toccato da quegli aggettivi “timido”
e soprattutto “ammissibile” in tipico stile “post politicamente corretto”. In
realtà, ogni persona sensata dovrebbe chiedersi: “Cosa c’entra l’ammissibilità
con la economicità”? Nulla, infatti. Quindi, come lei ben capirà, il senso di
quell’articolo è un mettere le mani avanti su dati già arcinoti, e avvisare
che fra poco, come si dice, qualcuno (i soliti enti pubblici soci, cioè i cittadini)
dovrà “pagare la bevuta”.
Ancora più chiaro...
Quindi è evidente che il nostro piccolo sistema soffre, in piccolo, appunto,
(anche se da noi le manie di grandezza imperversano...), degli stessi problemi
del sistema nazionale. Tutte le risorse ad una/due realtà (Fiera, Palacongressi,
Aeroporto, che sono delle vere e proprie idrovore con “ritorni” tutti aleatori),
niente ad altro e solo difficoltà per i privati, ormai stremati. E’ chiaro?
Chiarissimo Cancellier. Ma permetta una domanda, ricordando la sua “profezia
Dubai” scritta sul nostro giornale sei mesi fa... non è che Lei porta sfiga?
Devo deluderla caro amico; non c’è bisogno. Questi la sfiga la portano da
soli, senza aiuti esterni. Ma non a se stessi. A noi.
Antonio Cannini
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