06/05/2010 - Politica nazionale/ I partiti sanno bene quanto sono corrotti
Il
ministro Scajola si è dimesso, il caso sembra riservare aspetti un po' oscuri
e noi preferiamo attendere al riguardo gli sperati chiarimenti prima di incasellarlo
nel più grande problema del costume politico italiano. La parola costume la
usiamo volutamente anche a significare che gli episodi di corruzione e di violazione
delle leggi dello Stato sono una manifestazione estrema di un male della politica
che conosce la sua massima estensione in comportamenti antitetici alla normale
politica. Senza il bisogno di violare alcuna legge e senza incorrere nei suoi
rigori.
Chi fa politica e non ha i calzoni corti, sa benissimo che i partiti
hanno spinto la loro azione oltre quanto per essi previsto dalla Costituzione.
Dal compito di intermediare tra cittadino e Stato, da tempo si sono spinti ad
intermediare anche su altre cose. Al riguardo basta richiamare la penetrazione
partitica nel campo della sanità in quasi tutte le Regioni; i relativi guasti
e la notorietà del fenomeno. E' dal complesso delle deviazioni partitiche che
ogni tanto sboccia il caso giudiziario e la politica mostra di non sapersi curare.
E, seppure utili, le nuove leggi ogni tanto invocate sono comunque adatte a
correggere il male estremo della corruzione ma non le deviazioni della politica
che lo producono.
E’ utile notare, anche in questo ultimo caso, la sofferenza dei portavoce
dei partiti di fronte ai casi specifici, ma al contempo la loro prontezza, al
di là di plateali quanto inutili richiami alla moralità, a chiudersi a riccio
in difesa degli amici e pronti a negare, dietro la richiesta di prove,quanto
anche essi conoscono anche troppo bene e che non riguarda la magistratura ma
i partiti e la loro gestione. I guasti nei partiti sono connessi al controllo
degli stessi e non si guarisce da essi senza cambiamento. Il che, per chi è
ai posti di comando, significa mettere a rischio il proprio posto. Tutto ciò
ha una sua ferrea logica, il problema è come cambiarla.
Steve
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